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Jacques Villeneuve sfata un mito persistente nella Formula 1 moderna: no, la Red Bull non progetta le sue monoposto per Max Verstappen. Secondo il campione del mondo del 1997, la verità è ben più inquietante per i suoi rivali.

Nei paddock, sui social media e nei podcast, l'accusa continua a ripresentarsi: Red Bull costruirebbe le sue auto attorno Max Verstappen, condannando i suoi compagni di squadra all'ombra.
Per Jacques VilleneuveQuesta interpretazione non solo è sbagliata, ma è anche intellettualmente pigra.

Jacques Villeneuve

Jacques Villeneuve afferma con fermezza: "Non è l'auto di Max, è Max che la sta plasmando".

La scorsa stagione, tuttavia, sembrava alimentare i sospetti: 421 punti per Verstappen, 33 per Yuki TsunodaUn abisso statistico che alimenta ogni sorta di teoria. A questo si aggiunge un titolo che ha mancato di poco... Lando Norris, solo due punti e la storia sembrava già scritta.

Jacques Villeneuve ha detto stop.

Ospite del podcast Alte prestazioniIl canadese ha respinto l'idea di un pregiudizio nel design con una frase tagliente:

"Tutti dicono che la macchina è fatta per Max e che il secondo pilota è da compatire. In realtà, no. Max ci sta lavorando. La sta migliorando costantemente."

Per VilleneuveLa differenza non nasce al tavolo da disegno, ma in un ambito invisibile al grande pubblico: la capacità di comprendere, tradurre e sfruttare il comportamento di una moderna monoposto di Formula 1.

Secondo l'ex campione, il crollo inizia quando un pilota non riesce più a spiegare cosa prova.

"Se non riesci a capire cosa succede alla macchina man mano che la stagione avanza, sembrerai sempre più lento. Non perché lo sei, ma perché..." Max"Lui, invece, va sempre più veloce."

"Red Bull" non lascia fuori nessuno, insiste. Verstappen fa semplicemente un passo avanti con ogni feedback, al punto da rendere la macchina quasi "estranea" al suo compagno di squadra."

Villeneuve cita un esempio significativo: Sergio Perez.

"Ogni anno partivano dallo stesso livello. Poi, era tutto finito." Perez non rallentò. MaxLui, tuttavia, accelerò.

Un fenomeno graduale, quasi impercettibile all'inizio, ma inarrestabile nel lungo periodo. Il classico effetto valanga del grande dominio in F1.

Per VilleneuveTutto dipende dalla sottigliezza dell'analisi.

"A volte si verifica sottosterzo perché l'avantreno è troppo morbido, a volte perché è troppo rigido. Se non sai di che cosa si tratta, sei perso."

A questo si aggiunge l'estrema complessità delle attuali monoposto di F1: aerodinamica a effetto suolo, rigidità estrema, massima aderenza... a scapito di una vettura meccanicamente instabile.

"Più sei vicino al suolo, maggiore è l'aderenza. Ma più l'auto è rigida, più slitta meccanicamente."

È proprio in questo equilibrio instabile che Verstappen Lui eccelle. Dove gli altri faticano, lui prospera.

"Devi raggiungere quello stato in cui l'auto diventa un'estensione di te stesso, in cui non devi più pensarci. Sono pochissimi i piloti che ci riescono."

Verstappen, SÌ.

Il messaggio di Villeneuve è definitivo:
Red Bull non costruisce automobili per Verstappen. Verstappen progressi Toro Rosso.

Grazie alla sua intelligenza di gara, alla precisione chirurgica e alla capacità di comunicare con la macchina, l'olandese aumenta il distacco... fino a far sparire dalla classifica il suo compagno di squadra.

Talento grezzo, non una cospirazione tecnica.