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Fermín Aldeguer

Un duro colpo per Fermin Aldeguer. A pochi giorni dall'inizio della stagione 2026, il team Gresini Racing ha confermato che lo spagnolo non parteciperà al Gran Premio di Thailandia. La sua seconda stagione in Formula 1 inizia quindi... in sala operatoria.

Il pilota, affetto da frattura del femore in seguito a un incidente durante un allenamento a Valencia, 21 anni aveva inizialmente suscitato speranze di un rapido ritorno. Anche Davide Tardozzi era stato ottimista, immaginando un ritorno il più presto possibile BuriramMa pochi giorni dopo, Aldeguer ha dovuto affrontare la realtà: non sarà sulla griglia di partenza per l'apertura del campionato.

La domanda era semplice: chi lo avrebbe sostituito? La risposta non è stata una sorpresa: Michele Pirro.

collaudatore Ducati, 39 anniricoprirà il ruolo di direttore ad interim ThailandiaUna scelta logica, quasi naturale, visto che Pirro Nel corso degli anni è diventato l'uomo di fiducia di Borgo Panigale. Lo scorso anno aveva già sostituito Marc Marquez all'interno della squadra ufficiale durante le gare australiana e malese, classificandosi 18° e poi 17° prima di cedere il posto a Nicolò Bulega per le ultime due gare.

Questa volta è sotto i colori Gresini che prenderà la pista per Buriram, sia per i test finali che per il weekend di gara.

Fermín Aldeguer

Ritorno esperLa moglie di Fermin Aldeguer in Bresil… o ad Austin e verso un terzo pilota obbligatorio nel 2027?

AldeguerDal canto suo, punta ora al secondo turno della stagione, in programma per Brasiletre settimane dopo la Thailandia. Se i tempi si rivelassero troppo stretti, Austin potrebbe diventare un'alternativa credibile.

Ma nel paddock, le voci che circolano sulla stampa italiana suggeriscono che l'assenza potrebbe essere più lunga del previsto. Niente di ufficiale, ma abbastanza per alimentare le speculazioni.

Ed è proprio qui che il dibattito va oltre il semplice caso Aldeguer.

La situazione a Gresini Ciò ha riacceso una discussione più ampia all'interno della MotoGP. Secondo diverse fonti, Dorna Sport spingerebbe per cambiamenti normativi già nel 2027: l'introduzione di un terzo pilota permanente all'interno dei team. Un'idea direttamente ispirata dal Harley Knucklehead 1.

Dall'acquisizione del campionato da parte di Liberty Media Entro il 2025, la convergenza strutturale con la F1 sta diventando sempre più evidente. In F1, ogni squadra ha uno o più piloti di riserva pronti a sostituire un pilota titolare infortunato o non disponibile. In MotoGP, questo ruolo è svolto informalmente dai collaudatori delle case costruttrici, senza alcun quadro normativo imposto.

L'idea sarebbe quindi quella di formalizzare questo sistema: un terzo pilota ufficialmente registrato, in grado di subentrare immediatamente senza improvvisazioni.

L'obiettivo è duplice: garantire la continuità sportiva e limitare l'impatto degli infortuni in un calendario sempre più fitto.

Il caso Aldeguer Ciò illustra perfettamente l'attuale fragilità del modello. Se un pilota titolare si infortuna, il team deve improvvisare con urgenza, spesso attingendo alle risorse del costruttore. Un terzo pilota fisso offrirebbe maggiore stabilità, ma anche una nuova dinamica contrattuale e di bilancio.

Resta da vedere se i team accetteranno questo cambiamento senza opporre resistenza. Perché aggiungere un terzo pilota significa anche assumersi un costo aggiuntivo in un campionato in cui ogni euro conta.

Nel frattempo, a Buriramtutti gli occhi saranno puntati su PirroIl veterano italiano non ha nulla da dimostrare, ma dovrà difendere i colori di una squadra che sperava di giocare un ruolo da protagonista fin dalla partita d'esordio.

da Fermin AldeguerLa priorità è chiara: guarire in fretta, ma soprattutto guarire bene. La stagione 2026 è lunga. E nell'era MotoGP versione Libertà, ogni assenza può ora innescare una piccola rivoluzione.

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