A Borgo Panigale, l'inverno è raramente tranquillo. Ma questa off-season che porta al Campionato del Mondo MotoGP 2026 sembra più turbolenta del solito. Mentre l'attenzione è già rivolta al mercato piloti 2027 e alla profonda revisione regolamentare che verrà, un'altra voce circola in Ducati Corse: Davide Tardozzi potrebbe non essere più il team principal dal 2027 in poi.
Si tratta di un'ipotesi ancora non confermata, ma sempre più insistente, alimentata da tensioni interne non nuove e da una stagione 2025 che ha lasciato cicatrici profonde.
Secondo alcune indiscrezioni interne a Borgo Panigale, trasmesse da The Gazzettale relazioni tra Gigi Dall'Igna, direttore generale della Ducati Corse, e Davide Tardozzi si sarebbero notevolmente deteriorati negli ultimi mesi. Ciò è dovuto in particolare a diversi fattori. : la gestione del caso Pecco Bagnaia, e più specificamente la comunicazione relativa alle sue difficoltà tecniche nel 2025.
Tardozzi aveva pubblicamente riconosciuto che Ducati avevo capito trop tard le esigenze del due volte campione del mondo, in particolare per quanto riguarda la parte anteriore della GP25Tali osservazioni furono considerate coraggiose da alcuni, ma furono accolte molto male internamente, in quanto percepite come una sfida diretta al lavoro del dipartimento tecnico guidato da Da IgnaLa posizione ufficiale di Ducati è rimasta inflessibile: la Desmosedici resta il punto di riferimento assoluto sull'altopiano, e il supporto tecnico fornito a Bagnaia sarebbe stato totale.
Questa discrepanza nel discorso ha contribuito ad indebolire la posizione di Tardozziintrappolati tra un pilota che sta perdendo fiducia e un team di gestione tecnica che rifiuta qualsiasi autocritica pubblica.

Stagione 2025, punto di rottura tra Davide Tardozzi e Gigi Dall'Igna
Dal punto di vista sportivo, la stagione 2025 ha ulteriormente aumentato la tensione. BagnaiaIncapace di ritrovare la costanza e la compostezza che erano state il suo punto di forza, concluse l'anno con un deludente quinto posto in campionato. Ancora più preoccupante: la sua cronica mancanza di fiducia nel GP25Ciò, a volte espresso in modi contraddittori, creava un clima interno tossico nel garage. Ducati.
TardozziCome team manager, si è trovato al centro di questa tempesta. Internamente, alcuni lo criticano per... gestione della comunicazione non sufficientemente chiaraincapace di collegare i puntini tra un pilota in difficoltà psicologiche e uno staff tecnico aggrappato alle proprie convinzioni. La conseguenza sarebbe stata una progressiva perdita di fiducia, sia da parte Bagnaia che dalla direzione.
In questo contesto, la prospettiva di una fine naturale del contratto di Bagnaia con Ducati Factory entro la fine del 2026 ora appare come un epilogo logico, se non già deciso dietro le quinte.
Secondo queste voci insistenti, Ducati starebbe già pensando a l'era post-TardozziE i nomi citati dipingono profili molto diversi, ma tutti credibili.
La soluzione più naturale sarebbe Michele PirroPilota collaudatore storico di Ducati Corsa, uomo di fiducia di Da IgnaPirro si prepara a disputare la sua ultima stagione completa nel campionato CIV nel 2026 con il suo team Garage 51. 40 anniIl suo passaggio a un ruolo di leadership sembrerebbe logico, guidato da una conoscenza approfondita della struttura e da una lealtà incrollabile.
Un'altra pista importante: Gino BorsoiL'attuale team manager di Pramac, oggi alle Yamaha, rimane uno dei maggiori artefici dei più grandi successi recenti di Ducati lato satellite. Campione del mondo piloti nel 2024 con Jorge Martino, campione a squadre nel 2023, Borsoi ha dimostrato una rara capacità di gestire piloti di altissimo livello mantenendo al contempo una coesione tecnica e umana esemplare.
Infine, un’opzione più “politica”, ma attraente sulla carta: Francesco GuidottiManager esperto, con esperienza in Aprilia, Pramac e più recentemente Fabbrica Red Bull KTM Da corsa Fino alla fine del 2024, il toscano vanta un curriculum impressionante e un'autorevolezza naturale. Ironicamente: Guidotti potrebbe trovare Marc Marquez chez Ducati, quasi vent'anni dopo il loro primo incontro nel paddock.
Davide Tardozzi incarna un'era potente Ducati Corsa Quello della riconquista, dei titoli e di uno stile di gestione altamente visibile, a volte emotivo, sempre appassionato e incentrato sull'uomo. Ma a Borgo Panigale, la lealtà non è mai stata un principio inviolabile. Contano solo la performance, l'allineamento strategico... e la padronanza del messaggio.
Se la separazione dovesse essere confermata dopo il 2026, non sarebbe il risultato di un fallimento brutale, ma piuttosto dell'usura di un equilibrio diventato troppo fragile, come in una moderna MotoGP dove le politiche interne a volte pesano quanto i tempi sul giro.
Non c'è ancora nulla di ufficiale. Ma nel paddock, quando i nomi iniziano a circolare così chiaramente, spesso significa che una decisione sta già prendendo forma.
































