Già nel 2022 Aprilia aveva fatto scorrere molto inchiostro sulle rivoluzioni aerodinamiche sviluppate per la sua RS-GP, prima al Mugello introducendo uno spoiler nella parte posteriore della sua RS-GP, che ricorda quello presente sulla F1, poi a Barcellona, dove i tecnici di Noale hanno apportato un'importante evoluzione aerodinamica concentrando il lavoro non sul cupolino ma sui fianchetti, con l'obiettivo di sfruttare l'effetto suolo, una soluzione brevettata da ingegneri italiani. Ma durante i test pre-stagionali del 2024, sulla RS-GP di Miguel Oliveira è apparsa una strana antenna. Cosa serve ?
L’aerodinamica gioca un ruolo sempre più fondamentale MotoGP negli ultimi cinque anni Aprilia e Ducati sono state le fabbriche più innovative in questo ambito, anche grazie alla pregressa esperienza dei loro tecnici. Il tubo di Pitot ha debuttato sull'Aprilia diversi anni fa, sulla parte anteriore della carena della RS-GP, serve per misurare l'effettiva velocità dell'aria nella parte anteriore della moto. Questo martedì, durante la prima giornata di test ufficiali a Sepang, sono intervenuti gli ingegneri della fabbrica di Noale sensori ben noti agli appassionati di F1, chiamati “Aero Rake” sulla RS-GP di Miguel Oliveira.

Queste griglie vengono generalmente montate sulle vetture di Formula 1 durante le sessioni di test invernali, i test stagionali o anche durante le sessioni di prove libere del venerdì durante i Gran Premi. Questa è un’ulteriore prova dell’importanza, anche in MotoGP, del ritrovamento la correlazione dei dati tra il lavoro svolto in galleria del vento o sui programmi di simulazione e la pista.

Un traliccio è costituito da una struttura metallica leggera sulla quale sono fissati dei sensori collegati ad un'unità di gestione e registrazione dati, spesso tubi di Pitot ma anche sonde di Kiel. Questo dispositivo consente di misurare vari parametri come la velocità dell'aria, l'angolo del flusso, la pressione e persino la temperatura, in posizioni precise e definite. Tutte queste sonde sono collegate a sensori di pressione, che consentono di ottenere un quadro complessivo della pressione statica totale e di studiare il flusso d'aria in una zona specifica della moto.

Le informazioni raccolte da queste griglie permettono, tra l'altro, di visualizzare facilmente i vortici creati da alcune parti, così come il flusso d'aria generato da elementi come gli pneumatici (che i team cercano di controllare a monte e/o a valle per evitare qualsiasi disturbo alla dinamica aerodinamica complessiva) e agli alettoni. I team hanno sviluppato un software che elabora i dati grezzi provenienti dai sensori per produrre immagini e file video, quasi in tempo reale oggi.
Una volta redatta, questa tabella ci consentirà di farlo confrontare i dati della pista e quelli della simulazione digitale tramite CFD (fluidodinamica computazionale) e galleria del vento, per verificare che ci sia una buona correlazione e capire perché qualcosa che funzionava in teoria non funziona o non funziona altrettanto bene nella pratica. In caso di problemi di progettazione o fondamentali, il dipartimento di aerodinamica dei team può quindi lavorare per correggere/ottimizzare le parti. E con più di 30 possibili combinazioni aerodinamiche, questo può aiutare molto i piloti a fare la loro scelta!
L'impatto dell'aerodinamica sulle prestazioni sta diventando sempre più importante, ecco perché la possibilità di dotarsi di strumenti di verifica per valutare se lo sviluppo effettuato in galleria del vento restituisce gli stessi punti di carico anche in pista può consentire uno sviluppo più rapido dei prototipi in ambiti non soggetti a regolamentazione.
Molto presto possiamo aspettarci la comparsa del flow-vis (flowvisualization paint), la vernice fluorescente composta da pigmenti a matrice oleosa, principalmente paraffina, che viene spruzzata con un getto su punti specifici della carenatura. Si tratta di una pratica molto utilizzata in F1: mentre la vernice tenderà ad asciugarsi, la parte oleosa evaporerà, espandendosi lungo gli elementi che vogliamo controllare, disegnando letteralmente il disegno del flusso che si crea sulla superficie.

Romano Albesiano spiegare : “Abbiamo progettato la motocicletta simulando il dominio aerodinamico, cioè il flusso d'aria attorno alla motocicletta e al pilota, utilizzando programmi per computer. Ma ogni calcolo deve essere confermato anche da un esperimento e questo è uno dei possibili esperimenti per confermare che il computer dice la verità. Si crea un'immagine misurando la pressione dell'aria e confrontandola con ciò che dice il computer, proprio come in una galleria del vento, che è forse uno strumento più comune per verificare i calcoli del computer. Perché il computer è essenzialmente una galleria del vento virtuale. »
Credito fotografico: MotoGP.com, F1.com































